Nevralgia essenziale del trigemino

La nevralgia del trigemino é una malattia cronica del nervo trigemino che raccoglie tutta la sensibilità dolorifica del distretto faciale, delle gengive e dei denti.

La nevralgia del trigemino si presenta come un dolore al viso o alle gengive violentissimo, che tende ad iniziare e svanire rapidamente, con attacchi descritti come “pugnalata” o “scossa elettrica” (tic doloreux) della durata di pochi secondi, ma che si possono ripetere diverse volte durante la giornata.

La nevralgia trigeminale può essere essenziale (senza causa scatenante) che rappresenta l’85-90% dei casi, e secondaria (da conflitto neuro-vascolare in fossa cranica posteriore) nel 10-15% dei casi.

Le manifestazioni dolorose vengono riferite sempre nella stessa sede e sono spesso monolaterali, raramente bilaterali.

Il dolore è provocato da ogni piccolo movimento, come il parlare, il bere o il masticare o da sfioramento del viso e delle gengive.

Il nervo trigemino ha tre branche che portano al cervello la sensibilità della parte superiore, media ed inferiore del volto e del distretto dentale.

Gli attacchi dolorosi possono coinvolgere una o più branche. Più comunemente sono coinvolte la branca media o quella inferiore, sia sole che in combinazione con le altre.

Solo il 4% dei pazienti riferisce dolore lungo il territorio della branca superiore ed in rari casi sono coinvolte tutte e tre le branche.

Risulta più fequentemente colpita la parte destra del viso ed esiste una predilezione per il sesso femminile.

In una piccola percentuale di pazienti il dolore colpisce ambo i lati del viso, ma in questo caso quasi mai contemporaneamente.

Poiché la maggior parte dei pazienti ha un coinvolgimento della branca media ed inferiore, i sintomi iniziali sono spesso avvertiti ai denti ed alle gengive ed è per questo che molti pazienti vengono sottoposti ad inutili estrazioni dentarie al fine di eliminare un dolore che non dipende da una malattia dentale.

Trattamento della nevralgia del trigemino
Il trattamento della nevralgia del trigemino prevede diversi approcci terapeutici.

  • terapia farmacologica (tollerati fino a 600 mg di carbamazepina/die).
    I farmaci utilizzati risultano spesso efficaci all’inizio della terapia , ma a lungo termine può rendersi necessario un aumento del loro dosaggio con conseguente comparsa di severi effetti collaterali.
  • terapia chirurgica, utile nelle forme secondarie da conflitto neuro-vascolare in fossa cranica posteriore, con possibili complicanze anche gravi (riduzione della sensibilità, diminuzione dell?udito, emorragie ecc.)
  • termorizotomia trigeminale retrogasseriana in radiofrequenza, tenica a modesta invasività ma con risultati poco duraturi nel tempo (media 6-8 mesi).
  • Compressione gasseriana con palloncino, tale da creare una ischemia gangliare poco selettiva e dagli effetti non prevedibili
  • Lesione retrogasseriana stereotassica con gamma-knife, estremamente selettiva, ma con possibile estensione dell’area di lesione nel tempo con effetti collaterali imprevedibili
  • Elettroneurostimolazione del nucleo del tratto solitario a livello del midollo cervicale e faciale sottocutanea. Tale metodica rappresenta una valida alternativa terapeutica nei pazienti che non hanno risposto a trattamenti farmacologici e neurolesivi.
    L’efficacia terapeutica è sicuramente inferiore e da valutare su ogni singolo caso ed occorre l’impianto di un pace maker per generare gli impulsi elettrici da inviare all’area algica o midollare, ma il grosso vantaggio della metodica è la reversibilità e la relativa assenza di effetti avversi, molto incidenti e potenzialmente gravi nelle metodiche chirurgiche e neurolesive.
Elettrodi sottocutanei su I e II branca trigeminale